
Da diversi anni si è capito che la delocalizzazione della produzione non è sempre la soluzione dei problemi, anzi è essa stessa un problema per molte aziende. In tutti quei settori ( e sono diversi ) ove i tempi di consegna e la rapidità evolutiva dei campionari è importante dover attendere mesi fra l’impostazione dei campioni, la loro realizzazione e l’arrivo a destinazione è un problema enorme che spesso può essere determinante per la vita stessa di un azienda. Non è una cosa solo italiana, la Germania e gli Stati Uniti hanno intrapreso questo percorso ancora prima di noi con ottimi risultati.Nel settore tessile-abbigliamento questo sta diventando determinante e nelle industrie 4.0 si è pensato di tornare a produrre in Italia. Vantaggi indubbi: il rapporto diretto fra idee e realizzazione in tempi brevi, il “made in Italy” in alcuni casi determinante e tempi certi per le consegne in un mondo dove fra idee e utilizzo si deve creare nei confronti del cliente finale un connubio totale e che non può funzionare quando fra creare e realizzare passano tempi tali che si è già spesso girato pagina su quel tipo di prodotto.
Non è facile fare questo ma sarà indispensabile farlo in un futuro prossimo. Dovranno essere rimesse in moto quelle filiere di lavorazione che hanno dato per decenni prestigio alle capacità imprenditoriali della PMI e soprattutto creare nuovi posti di lavoro qualificati di cui abbiamo grande bisogno. Tutto questo ha un nome ” inglese ” reshoring ma molto più semplicemente RITORNO. Ritorno alle nostre peculiarità al nostro modo di lavorare alla nostra inventiva ma sopratutto a dare nuova dignità lavorativa al nostro territorio. Ci sono sicuramente difficoltà economiche ma sul prezzo finale influiscono anche fattori che non sono prettamente finanziari e che possono essere superati con le altre componenti del ” made in Italy“.Potremo così tornare ad un vero controllo dell’industria ( grande o piccola non fa differenza ) colmando l’attuale gap fra la parte commerciale e la parte produttiva eliminando incomprensioni e gestendo in maniera più coerente le varie fasi del confronto.
Ben venga quindi la “ rilocalizzazione ” e una nuova fase di produzione in Italia.







